In breve

Nello Studio Dentistico Vinciguerra di Torino, la pianificazione di un trattamento implantare parte dalla valutazione non soltanto dei denti mancanti, ma anche della quantità e qualità dell’osso disponibile, delle condizioni dei tessuti, dell’occlusione e dello stato di salute generale del paziente.

Quando il volume osseo è ridotto, questo non significa necessariamente dover rinunciare agli impianti. In molti casi è possibile ricorrere a procedure di rigenerazione ossea o, nei settori posteriori del mascellare superiore, al rialzo del seno mascellare. Nelle atrofie particolarmente severe possono invece essere necessarie tecniche implantari più complesse.

Perché la quantità di osso è importante in implantologia?

Un impianto dentale viene inserito nell’osso mascellare o mandibolare e, attraverso il processo di osteointegrazione, può diventare il supporto per una corona, un ponte o una riabilitazione protesica più estesa.

Per il suo corretto posizionamento deve quindi essere disponibile una quantità di tessuto osseo adeguata. Dopo la perdita di un dente, tuttavia, l’osso che precedentemente lo sosteneva può progressivamente ridursi in volume. Anche precedenti infezioni, malattia parodontale, traumi e caratteristiche anatomiche individuali possono condizionare la quantità di osso disponibile.

Per questo la pianificazione implantare richiede una valutazione accurata del singolo caso.

E quando l’atrofia ossea è molto grave?

La presenza di poco osso non esclude automaticamente la possibilità di ricorrere all’implantologia. Esistono tuttavia situazioni nelle quali il riassorbimento dei mascellari è particolarmente severo e le procedure implantari o rigenerative comunemente utilizzate possono non essere sufficienti o non rappresentare la soluzione più indicata.

Nei casi di grave atrofia ossea può quindi essere necessaria una valutazione specifica delle possibili alternative terapeutiche. Esistono tecniche di implantologia avanzata rivolte proprio alla gestione di situazioni anatomiche particolarmente complesse. Il Centro Odontoiatrico Dr. Calzonetti di Civitanova Marche dedica un approfondimento specifico a queste possibilità terapeutiche nei pazienti con grave atrofia dei mascellari.

Queste tecniche non rappresentano automaticamente la soluzione per ogni paziente con poco osso: l’indicazione deve derivare dalla valutazione del singolo caso, considerando anatomia, condizioni generali, esigenze protesiche e possibili alternative terapeutiche.

Cosa possiamo fare quando l’osso disponibile è ridotto?

Nel nostro Studio eseguiamo procedure di rigenerazione ossea quando è necessario aumentare o ricostruire il volume osseo disponibile per il trattamento implantare.

A seconda della situazione clinica possono essere utilizzati differenti materiali e tecniche rigenerative. In alcuni casi la rigenerazione può essere effettuata contemporaneamente al posizionamento dell’impianto; in altri può essere preferibile ricostruire prima il volume osseo e inserire l’impianto in una fase successiva.

Rialzo del seno mascellare

Nei settori posteriori del mascellare superiore la presenza del seno mascellare può limitare l’altezza dell’osso disponibile.

Quando indicato, nel nostro Studio eseguiamo procedure di rialzo del seno mascellare, finalizzate ad aumentare il volume osseo disponibile per il progetto implantare.

La tecnica utilizzata e la possibilità di posizionare contestualmente gli impianti vengono stabilite in funzione dell’anatomia del paziente e della quantità di osso residuo.

CBCT, scansione intraorale e chirurgia guidata

La pianificazione rappresenta una parte fondamentale del trattamento implantare.

Quando indicata, la CBCT (Cone Beam Computed Tomography) permette di valutare tridimensionalmente l’osso disponibile e i rapporti con strutture anatomiche come il seno mascellare e il canale mandibolare.

I dati radiologici possono inoltre essere integrati con quelli della scansione intraorale delle arcate. Nei casi appropriati, l’integrazione di queste informazioni attraverso software dedicati consente di pianificare digitalmente la posizione implantare e progettare una dima per la chirurgia guidata.

L’obiettivo non è semplicemente trovare uno spazio nell’osso nel quale inserire un impianto, ma pianificarne la posizione anche in funzione del risultato protesico che si vuole ottenere.

Carico immediato: quando è possibile avere denti fissi in tempi brevi?

In determinate condizioni cliniche nel nostro Studio eseguiamo anche riabilitazioni implantari a carico immediato, nelle quali una protesi provvisoria fissa può essere applicata in tempi molto brevi dopo il posizionamento degli impianti.

Il carico immediato non è però automaticamente indicato per tutti i pazienti. La possibilità di utilizzarlo dipende da diversi fattori, tra cui la stabilità primaria degli impianti, le caratteristiche dell’osso, il numero e la distribuzione degli impianti e il tipo di riabilitazione protesica programmata.

Quando queste condizioni non sono presenti, può essere preferibile rispettare il periodo necessario alla guarigione e all’osteointegrazione prima del carico protesico.

Non esiste una soluzione implantare uguale per tutti

Due pazienti ai quali manca lo stesso dente possono presentare quantità di osso, condizioni gengivali, rapporti occlusali e necessità protesiche molto differenti.

Anche lo stato di salute generale, alcuni farmaci e patologie, il fumo, l’igiene orale e la presenza o una storia di malattia parodontale sono elementi che devono essere presi in considerazione.

Per questo motivo la domanda non dovrebbe essere soltanto “si può mettere un impianto?”, ma quale sia il percorso più appropriato per quel particolare paziente.

Domande frequenti

Se ho poco osso non posso mettere impianti?

Non necessariamente. In molti casi è possibile ricorrere a procedure di rigenerazione o aumento osseo. La possibilità di eseguire il trattamento deve essere valutata individualmente in funzione della quantità e della morfologia dell’osso disponibile.

Come si valuta quanto osso è disponibile?

La valutazione parte dalla visita clinica e, quando indicato, può essere completata mediante CBCT, che permette di studiare tridimensionalmente il volume osseo e i rapporti con le strutture anatomiche vicine.

Cos’è la rigenerazione ossea?

Comprende procedure finalizzate ad aumentare o ricostruire il volume osseo in una determinata zona. Tecnica, materiali e tempi dipendono dalle caratteristiche del difetto e dal trattamento implantare programmato.

Cos’è il rialzo del seno mascellare?

È una procedura utilizzata in determinate situazioni del mascellare superiore posteriore quando l’altezza ossea disponibile non è sufficiente per il progetto implantare previsto.

È sempre possibile effettuare il carico immediato?

No. La possibilità di applicare una protesi fissa provvisoria in tempi molto brevi dipende dalla presenza di specifiche condizioni cliniche e, in particolare, dalla possibilità di ottenere un’adeguata stabilità degli impianti.

Implantologia nello Studio Dentistico Vinciguerra di Torino: dalla diagnosi alla soluzione più appropriata

La pianificazione implantare parte sempre da una valutazione individuale delle condizioni cliniche, anatomiche e protesiche del paziente.

In alcuni casi è possibile procedere direttamente con il posizionamento implantare; in altri può essere necessario ricostruire il volume osseo attraverso procedure rigenerative o ricorrere al rialzo del seno mascellare. Le atrofie estremamente severe possono invece richiedere valutazioni e tecniche specialistiche differenti.

L’obiettivo non è utilizzare necessariamente la tecnica più complessa o quella più rapida, ma individuare la soluzione più appropriata per le condizioni e le esigenze del singolo paziente.