Conservativa

L’odontoiatria conservativa comprende i trattamenti che hanno l’obiettivo di curare i denti danneggiati dalla carie, da fratture o dalla perdita di parte della struttura dentale, cercando di conservare quanto più possibile il dente naturale.

A seconda della quantità di tessuto dentale da ricostruire possiamo utilizzare tecniche differenti: dalle otturazioni dirette in composito, realizzate direttamente in bocca, fino agli intarsi, indicati quando la ricostruzione interessa una parte più estesa del dente.

Nel nostro Studio utilizziamo fin dall’inizio dell’attività materiali compositi estetici per le ricostruzioni dirette, evitando l’utilizzo dell’amalgama dentale. Per gli intarsi utilizziamo inoltre un flusso di lavoro digitale: la preparazione del dente viene acquisita mediante scanner intraorale, senza la tradizionale impronta con paste, e inviata digitalmente al laboratorio odontotecnico.

Otturazione o intarsio: come scegliamo?

La scelta tra un’otturazione diretta in composito e un intarsio dipende soprattutto da quanta struttura dentale sana rimane e dall’estensione della parte del dente che deve essere ricostruita.

Quando la perdita di tessuto è limitata e le pareti del dente conservano caratteristiche adeguate, possiamo generalmente ricostruire direttamente la parte mancante con un’otturazione in composito, realizzata in bocca in un’unica seduta.

Quando invece la parte da ricostruire è più estesa, alcune pareti o cuspidi del dente possono risultare sottili o indebolite. In queste situazioni una ricostruzione diretta molto ampia non è sempre la soluzione più indicata e può essere preferibile realizzare un intarsio, cioè un restauro costruito fuori dalla bocca e successivamente cementato adesivamente al dente.

A seconda della quantità e della posizione del tessuto dentale residuo, l’intarsio può ricostruire soltanto la parte interna del dente oppure estendersi a una o più cuspidi. La scelta viene quindi effettuata caso per caso, valutando l’estensione della cavità, la resistenza della struttura dentale residua, i carichi masticatori e le caratteristiche del dente.

Le otturazioni in composito

Per le otturazioni utilizziamo materiali compositi, che nel nostro Studio hanno sostituito l’amalgama fin dall’inizio dell’attività nel 2001.

Uno dei vantaggi più evidenti è quello estetico: i compositi sono disponibili in differenti colori e tonalità e permettono di riprodurre in modo molto naturale l’aspetto del dente, realizzando ricostruzioni che si integrano con la struttura dentale circostante, senza il caratteristico colore grigio-metallico delle otturazioni in amalgama.

Ma il vantaggio non è soltanto estetico. Grazie alle tecniche adesive, il composito viene legato direttamente alla struttura dentale residua. Questo permette generalmente di eseguire preparazioni più conservative, limitando la rimozione di tessuto sano a quanto necessario per eliminare la parte compromessa e ottenere una ricostruzione adeguata.

L’adesione contribuisce inoltre a integrare la ricostruzione con la struttura dentale residua. Il materiale viene modellato per riprodurre forma, anatomia, punti di contatto e superficie masticatoria del dente, con l’obiettivo di recuperarne sia la funzione sia l’estetica.

L’otturazione di un dente cariato è una procedura che dura circa un’ora e viene eseguita in anestesia locale quindi in totale assenza di dolore; solitamente il dentista si avvale della diga in gomma che permette di separare il campo operatorio (ovvero il dente cariato) dalla bocca del paziente con vantaggi in termini di comfort e sicurezza sia per il paziente che per l’operatore.

La carie si manifesta con una macchia scura dai margini mal definiti di consistenza morbida localizzata sulla superficie occlusale dei denti (quella masticante) o sulle superfici interprossimali (tra un dente e l’altro). Non da alcun sintomo se non quando è ormai molto estesa: in queste circostanze il dente sarà ipersensibile al freddo e potrà essere necessaria la devitalizzazione del dente. La carie è causata dai batteri, principalmente S.Mutans e Lactobacilli; con accurate manovre di igiene orale è sempre possibile prevenirne l’insorgenza.

 

La carie non da alcun sintomo se non quando è ormai molto estesa.

Dall’otturazione all’intarsio: inlay, onlay e overlay

Quando la quantità di struttura dentale da ricostruire aumenta, oppure quando alcune parti del dente risultano indebolite, può essere preferibile passare dalla ricostruzione diretta in composito a un intarsio.

Esistono diverse tipologie di intarsio, che si distinguono principalmente per la loro estensione e per il coinvolgimento delle cuspidi, cioè le parti più rilevate della superficie masticatoria del dente.

Inlay

L’inlay è un intarsio che ricostruisce la parte interna del dente senza ricoprire le cuspidi. Può essere indicato quando la perdita di tessuto è più estesa rispetto a quella normalmente trattabile con una piccola otturazione, ma le cuspidi residue presentano ancora caratteristiche adeguate per essere conservate.

Onlay

L’onlay è un intarsio più esteso che, oltre a ricostruire la parte interna del dente, ricopre una o più cuspidi. Questa soluzione può essere scelta quando una parte della struttura dentale residua risulta indebolita e necessita quindi di essere protetta all’interno della ricostruzione.

Overlay

L’overlay rappresenta una ricostruzione ancora più estesa e prevede la copertura della superficie masticatoria e delle cuspidi che necessitano di protezione. Può consentire di recuperare denti con una perdita importante di struttura mantenendo, quando le condizioni cliniche lo permettono, il tessuto dentale sano ancora presente.

Non esiste quindi una dimensione prestabilita oltre la quale si debba necessariamente passare dall’otturazione all’inlay, all’onlay o all’overlay. La scelta viene effettuata caso per caso, valutando l’estensione della parte da ricostruire, la quantità e la resistenza del tessuto dentale residuo, le cuspidi coinvolte e i carichi a cui il dente è sottoposto durante la masticazione.

differenza tra inlay, onlay, overlay

Intarsi e impronta digitale

Per la realizzazione degli intarsi utilizziamo un flusso di lavoro digitale. Dopo aver preparato il dente, anziché rilevare la tradizionale impronta con paste e portaimpronte, acquisiamo direttamente la forma dei denti e delle arcate mediante uno scanner intraorale.

Lo scanner rileva progressivamente le superfici dentali e permette di ottenere un modello tridimensionale digitale della bocca. Possiamo così controllare immediatamente sul monitor la scansione eseguita e, quando necessario, acquisire nuovamente soltanto le zone che richiedono una registrazione più completa.

L’impronta digitale viene quindi inviata al laboratorio odontotecnico, che utilizza i dati acquisiti per progettare e realizzare su misura l’inlay, l’onlay o l’overlay.

Per il paziente questo significa soprattutto evitare la tradizionale impronta con il materiale inserito nei portaimpronte, rendendo questa fase del trattamento più semplice e confortevole.

Una volta realizzato, l’intarsio viene provato in bocca verificandone adattamento, forma, punti di contatto e rapporti con i denti dell’arcata opposta. Dopo i controlli necessari viene infine cementato adesivamente al dente, completando la ricostruzione.